
Ma chi era Edmondo?
Quando è morto Edmondo è successa una cosa stupefacente: pagine e pagine di annunci sul Secolo xix, ma tutti, o quasi tutti, di amici, privati, famiglie. Edmondo Ansaldo non era un potente; non aveva posti in consigli di amministrazioni o incarichi pubblici; non si è mai parlato di lui sui giornali. Era un notaio importante, stimato, con incarichi e clienti di prestigio; ma era soprattutto il notaio dei suoi innumerevoli amici. Per questo al dolore della sua morte hanno partecipato soprattutto amici, molti dei quali erano stati anche sui clienti, ma lo erano stati perché suoi amici. Con Edmondo l’amicizia è venuta sempre prima degli affari o dell’attività professionale, perché lui si rapportava alle persone a partire dalla sensibilità per quello che sono, non dall’importanza degli affari che trattano. Affermatosi nella professione, Edmondo ha sempre cercato di condividere con gli altri, specie con gli svantaggiati, i beni che le sue qualità gli avevano procurato. E’ stato un benefattore silenzioso e costante, premuroso e discreto. Non si deve tacere che molte delle attività caritative e culturali di don Balletto non sarebbero mai state possibili senza il sostegno invisibile ma determinante di alcuni amici generosi e miti: Edmondo è stato uno di questi e uno dei primi.
Quando è morto Edmondo è successa una cosa stupefacente: pagine e pagine di annunci sul Secolo xix, ma tutti, o quasi tutti, di amici, privati, famiglie. Edmondo Ansaldo non era un potente; non aveva posti in consigli di amministrazioni o incarichi pubblici; non si è mai parlato di lui sui giornali. Era un notaio importante, stimato, con incarichi e clienti di prestigio; ma era soprattutto il notaio dei suoi innumerevoli amici. Per questo al dolore della sua morte hanno partecipato soprattutto amici, molti dei quali erano stati anche sui clienti, ma lo erano stati perché suoi amici. Con Edmondo l’amicizia è venuta sempre prima degli affari o dell’attività professionale, perché lui si rapportava alle persone a partire dalla sensibilità per quello che sono, non dall’importanza degli affari che trattano. Affermatosi nella professione, Edmondo ha sempre cercato di condividere con gli altri, specie con gli svantaggiati, i beni che le sue qualità gli avevano procurato. E’ stato un benefattore silenzioso e costante, premuroso e discreto. Non si deve tacere che molte delle attività caritative e culturali di don Balletto non sarebbero mai state possibili senza il sostegno invisibile ma determinante di alcuni amici generosi e miti: Edmondo è stato uno di questi e uno dei primi.
da una memoria del centro studi Antonio Balletto
